Biografia - Vittorio SilvestriniVittorio Silvestrini
Mario Dall'Aglio, Giorgio Bellettini, Italo Mannelli e Vittorio Silvestrini

In questa foto sono con Mario Dall’Aglio, Giorgio Bellettini e Italo Mannelli in Piazza dei Cavalieri a Pisa.

Nel 1957 mi laureo con lode all’Università di Pisa e mi diplomo con lode alla Scuola Normale Superiore. Già fin dal 1956, mentre preparo la tesi di laurea, mi impegno in attività di ricerca sulle proprietà delle particelle cosiddette “strane” nell’ambito di una collaborazione fra l’Università di Pisa, l’Università di Bologna, la Columbia University di New York e il Brookhaven National Laboratory. I primi risultati, riguardanti la “non conservazione della parità” nelle interazioni deboli (decadimento delle particelle Ʌ e ∑) vengono presentati alla Conferenza mondiale di Padova-Venezia nell’autunno 1957, e subito dopo pubblicati su Physical Review. Seguono diversi altri articoli relativi alla determinazione dello spin di Ʌ,  ∑ e θ, e della vita media delle stesse particelle; e la misura della sezione d’urto a diverse energie per la produzione accoppiata di particelle strane; da cui fra l’altro la spiegazione del perché tali particelle possono essere prodotte solo in opportune coppie.

Dal 1957 al 1961 svolgo per incarico corsi ufficiali all’Università di Pisa. Sul versante scientifico, già a partire dal 1958-1959, in vista della chiusura dell’esperimento sulle particelle strane e in vista della messa in funzione dell’elettrosincrotrone di Frascati, mi dedico con uno sparuto drappello  di giovani (L. Bertanza, P. Franzini, I. Mannelli) a progettare un nuovo esperimento per la misura della polarizzazione del protone  di rinculo nella reazione di fotoproduzione

γ + p → π°+p

protone la cui energia era selezionata mediante un opportuno canale magnetico.

 

L’esperimento entra in misura nel 1960 in contemporanea con l’apertura dell’elettrosincrotrone. L’apparato sperimentale è complesso e sofisticato essendo basato su una camera a bolle a ciclo rapido (5 espansioni al secondo) utilizzando come liquido una miscela di idrocarburi tale da garantire il funzionamento a temperatura ambiente. L’esperimento si è concluso nei tempi programmati (1962), quando ormai il gruppo di ricerca si era dissolto, ciascuno dei membri in un diverso laboratorio straniero in omaggio alla politica di formazione dei ricercatori adottata senza mezzi termini dal nuovo direttore di Istituto  subentrato a Pisa a Marcello Conversi.

A conclusione dell’intero programma, mi ritrovo a possedere un complesso di competenze di tutto rispetto: competenze tecnico- strumentali (progettazione, realizzazione, caratterizzazione di magneti e canali magnetici; preparazione e caratterizzazione di liquidi e vapori in prossimità del punto critico; tecniche e metodi di analisi manuale e automatica di eventi in camera a bolle; progettazione e realizzazione di sistemi di elettronica veloce; ecc.); competenze relative alla determinazione delle correlazioni fra parametri empirici e modelli matematici in eventi subnucleari complessi; ecc. Competenze, tutte queste, che mi consentiranno di muovermi con efficacia e disinvoltura nei più disparati campi della ricerca scientifica e tecnologica cui mi dedicherò.

Alla fine del 1961 mentre si concludono gli esperimenti sulle particelle strane e sulla fotoproduzione di mesoni π°, vengo abilitato per concorso alla libera docenza, riconoscimento che mi consente nella sostanza di insegnare all’Università di Roma, e nella forma mi dà diritto al titolo di professore. Contestualmente, lascio Pisa per Frascati, dove sono assunto come ricercatore ai Laboratori Nazionali di Frascati (LNF) ottenendo nel contempo l’incarico di professore a Roma; posizione che manterrò fino al 1972.

Per tutto il decennio 1961-1971 continuo a svolgere attività di ricerca nel campo delle particelle elementari, avendo come base i LNF, ma compiendo esperimenti anche in altri prestigiosi laboratori fra cui il CERN di Ginevra e il Laboratorio di Orsay a Parigi. In particolare a partire dal 1969 progetto e quindi eseguo un importante esperimento con “Adone”, il primo grande acceleratore appartenente alla categoria degli “anelli di accumulazione  e++ e “, battendo sul tempo la concorrenza di altri tre esperimenti ( capitanati rispettivamente da M. Convulsi, G. Salvini e A. Zichichi) grazie a un apparato sperimentale innovativo gestito da un “computer on line” capace di acquisire i dati sperimentali e analizzarli in tempo reale. Al congresso mondiale di Chicago/Batavia del 1972 sono chiamato a tenere la relazione plenaria conclusiva sulle interazioni e++ e. Nel frattempo, nel novembre 1971, ero risultato primo ternato al concorso per ordinario di fisica generale bandito all’Università di Napoli, dove prenderò servizio a partire dall’anno accademico 1972-1973.

Col passaggio da Frascati a Napoli, anziché accettare una delle molte offerte di prestigiose Università e Laboratori statunitensi, decido di lasciare il campo delle particelle elementari per dedicare la mia attività di ricerca a un settore di interesse applicativo. Fondo così la prima Scuola Nazionale di ricerca sulla conversione dell’energia solare. Il nucleo di pionieri che originariamente costituiscono il gruppo è formato da alcuni giovani ricercatori coraggiosi che decidono di seguirmi da Roma a Napoli per condividere con me l’avventura; da alcuni altri reclutati fra i ricercatori già attivi all’Università di Napoli; e da un folto numero di laureandi e borsisti. I campi di indagine variano dalla realizzazione e ottimizzazione di impianti ed edifici solari; alla progettazione di impianti dimostrativi fotovoltaici; allo studio produzione e caratterizzazione di materiali selettivi. Di particolare interesse lo studio di un fenomeno fino ad allora mai preso in considerazione dalla ricerca, quello del raffreddamento naturale per irraggiamento.

Tutte queste ricerche, di evidente interesse applicativo, vengono svolte in collaborazione con grandi enti di ricerca e gruppi industriali (ENEA, CNR, ENEL, ENI, Montedison, ecc.), che cofinanziano le attività e offrono interessanti sbocchi  lavorativi a laureandi e borsisti.

Fra la metà degli anni ’70 e la metà degli anni ’80, sono particolarmente attivo nel campo della formazione: progetto, organizzo e dirigo corsi e scuole post-universitarie finanziate da vari committenti pubblici e privati: vale la pena in particolare citare la scuola internazionale dell’ENI su Architettura ed Energia nel centro residenziale della SOGESTA presso Urbino, e l’”International School of applied physics” del CNR.

Nel 1979 accetto la proposta di Tullio de Mauro di scrivere il primo dei “libri di base”,  collana di libri di divulgazione scientifica innovativi per il rispetto della sinergia fra rigore scientifico e chiarezza di linguaggio. Il titolo “Uso dell’Energia solare” del 1980, sarà il primo di cinque libri di base scritti e tuttora in libreria; e primo di un totale di oltre 30 libri di divulgazione ed educazione scientifica scritti da me da allora ad oggi.

Consapevole, per esperienza diretta, che l’attività di ricerca scientifica applicata resta inefficace se non sostenuta da una lucida e coerente politica economica e sociale, fin dalla metà degli anni ’70 sono politicamente impegnato come membro del PCI e come segretario regionale dell’Unione Scienziati per il disarmo: nel 1985 mi candido come consigliere regionale, e sono eletto con oltre 42.300 voti di preferenze.

Nel 1987, in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica tenutasi a Napoli, organizzo “Futuro Remoto”, il primo festival della Scienza a livello europeo. Lo straordinario successo di pubblico conferma quanto la curiosità nei confronti del sapere scientifico sia diffusa, specie fra i giovani, e non soddisfatta dalle istituzioni scientifiche e culturali. Abbastanza naturale risulta dunque la decisione di replicare “Futuro Remoto” come evento annuo stabile; nel 2015 la manifestazione è giunta alla sua ventinovesima edizione. Parallelamente, parte l’ambizioso progetto di realizzare una struttura permanente per la diffusione e la valorizzazione della cultura scientifica, la Città della Scienza; progetto alla cui realizzazione sto dedicando da allora tutte le mie risorse di pensiero e di capacità operative.