Pranzo in Basilicata

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Quando mi occupavo di energia solare, mi è capitato più volte di ritrovarmi per lavoro in zone derelitte del nostro mezzogiorno; come quelle, per capirci, in cui Cristo si è fermato secondo Carlo Levi. Quando capitava una siffatta occasione andavo, appena potevo, con tutta la famiglia, per gustare un po’ di sapore di civiltà antica.

Era l’ora canonica in cui lo stomaco fa ben valere i suoi diritti, specialmente quello dei bambini, erano intorno alle due; stavamo attraversando un piccolo borgo appollaiato sul cucuzzolo di una rocca, circondato dalle mura dei ciclopi, e chiedemmo a un passante se e dove ci fosse una trattoria; su sua indicazione ci trovammo in una minuscola piazza. In effetti una trattoria c’era, ma era ostentatamente chiusa, tanto da far dubitare che fosse chiusa in permanenza. Ma in realtà non era così.

“La trattoria è aperta abitualmente” ci fu detto “ma a quest’ora la chiudono per un paio d’ore, per andare a mangiare. Se volete informazioni più precise, potete bussare a quel portone là”.

Per curiosità, andammo a vedere, e in effetti trovammo il trattore e la sua famiglia seduti a tavola. Ci invitarono “a favorire”. E, come è come non è, di lì a poco ci trovammo seduti ad una unica, allegra tavola.

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